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30 anni fa, IL 9 MAGGIO 1978, Peppino (Giuseppe) Impastato venne assassinato nella sua città: CINISI (Palermo). Giornalista e attivista CONTRO LA MAFIA, Impastato si era battuto con determinazione e coraggio anche contro la devastazione del paesaggio che ogni giorno avveniva nella sua bellissima terra.  Grazie a lui furono bloccati progetti di speculazione edilizia e pochi giorni prima di essere ucciso aveva organizzato una mostra fotografica che denunciava con straordinario spirito civico proprio quest’ultimo aspetto.

Nel bellissimo film “I CENTO PASSI” di MARCO TULLIO GIORDANA (se non l’avete visto… non perdetelo!), che racconta appunto la vita, le idee e le azioni di Impastato, vengono evidenziate le sue opinioni, che condivido, sul concetto di bellezza nel senso più alto del termine e sull’importanza di insegnarlo alla gente perchè impari da essa  per sfuggire alla volgarità, alla corruzione e alla perdizione interiore.

 Se volete altre informazioni su Peppino Impastato potete visitare il seguente sito: www.peppinoimpastato.com

Vi lascio con una sua emozionante poesia invitandovi a leggere anche le altre.

 

“Passeggio per i campi
con il cuore sospeso
nel sole.
Il pensiero,
avvolto a spirale,
ricerca il cuore
della nebbia”

 

 

 

 

 

 

 

Grazie per la tua sensibilità Peppino, per il coraggio, l’impegno civile, la lotta ideologica e per le strade che hai tracciato, strade che anche dopo trent’anni sono attuali e importanti da percorrere.

 Un caro saluto a tutti !

Alessandra

Prendo spunto dal nuovo album dei P.O.D. When angels & serpents dance, per rendervi partecipi di uno dei miei voli pindarici ( o seghe mentali come direbbe qualcuno di mia conoscenza) da brava filosofa (inconcludente direbbe sempre questa persona di mia -e per fortuna non di vostra- conoscenza). Beh, allora? Siccome il blog è mio, adesso ve lo puppate tutto il mio volo pindarico e se non vi sta bene, cliccate pure via di qua (oh, là, ora stai a vedere che non posso fare quello che voglio a casa mia…) :-D

Bene, adesso torniamo seri.

Il simbolo del serpente è stato uno di quelli che ho analizzato per la mia tesi di laurea. I serpenti affascinano e disgustano al tempo stesso, da tempo immemore. Ma li avete mai visti danzare? Sono belli, sinuosi, sensuali nelle loro movenze. Io non credo che Madre Natura li abbia messi sulla Terra solo perché diventassero simbolo o allegoria delle cose più bieche. Mentre noi umani sappiamo solo vederli come un negativo in contrapposizione  ad un positivo.

Life’s real, When Angels & Serpents Dance.
Life’s real, When Angels & Serpents Dance.

Who’s leading? Leading you?
Everything you say, everything that you do!
Believe in what is true.
One must lead in the dance, Who’s leading you?

La vita è reale, quando gli angeli e i serpenti danzano.

La vita è reale, quando gli angeli e i serpenti danzano.

Chi guida le danze? Chi guida te?

Tutto ciò che dici, tutto ciò che fai!

Credi in ciò che è vero.

Uno dei due deve guidare le danze, chi guida te?

Ma nella danza fra angeli e serpenti (demoni), siamo sicuri che vogliamo che la danza la conducano gli angeli? Volete davvero la pace e la beatitudine? Io preferisco la mia inquietudine e la pace dei sensi la lascio da parte per quando sarò morta, adesso ho bisogno di sentire la vita! Almeno, io la penso così.

Perciò, la sottoscritta giura solennemente che, entro il fine settimana, andrà a vedere di una scuola di danza del ventre (altrimenti detta la danza del serpente del Nilo -vedete che tutto torna?-), si iscriverà e comincerà a mettere in pratica la propria sensualità serpentina.  

Rhythmically moving, Emotions are rising.
Quivering to music, Trembling bodies in song.
Go unsteadily sliding, devious gliding.
So beautifully sailing and floating on.

Winding maliciously, creeping, flowing.
Righteous, moral, and just. Deceitful the creature is crawling.
The guardians flying, the dance is breathing,
Who’s leading? 
 

Muovendosi ritmicamente, le emozioni stanno sorgendo

Fremere al suono della musica, corpi che tremano nella canzone

vanno scivolando instabili, ambiguo fluire,

veleggiano in modo così bello e continuano a galleggiare.

Si arrotolano maliziosamente, strisciano, fluiscono.

Retto, morale e giusto. La creatura ingannevole striscia.

I guardiani volano. La danza sta respirando.

Chi conduce?

 

Fine del volo pindarico.

Grazie per la stoicità a chi è arrivato fino a qui.

Erika

 PS: Aggiornamento. Venerdì pomeriggio sono andata ad iscrivermi al corso di danza del ventre. Giovedì 15 ho la prima lezione. Vi farò sapere.

Che cos’è l’amore?

Dunque carissimi,

Oggi ho ricevuto una catena di Sant’Antonio, che solitamente cestino. Tuttavia, questa mi è sembrata ottima come spunto per una discussione su cosa l’amore sia per ognuno di noi. Come sappiamo noi se l’altro ci ama? Quali sono i criteri per cui individuiamo un comportamento dell’altro come dettato dall’amore nei nostri confronti?

Provate a leggere il testo qui sotto e ditemi cosa ne pensate. Naturalmente vi risparmio la serie di sfighe che dovevano capitare qualora uno non avesse inoltrato la mail a tutta la quinta armata. Io non inoltro mai, però intanto l’ho messo nel blog. Hi, hi, hi! (Son furba io! Come dice il mio amico Maicol “se me ne giovassi, mi bacerei”). 

 

Non smettere mai di cercare la persona giusta per te…
> Aspetta la persona che non dice nulla anche quando le sbatti il
> telefono in faccia che rimane sveglia solo per guardarti mentre dormi.
> Aspetta la persona che ti bacia la fronte, che ti vuole mostrare al
> mondo orgogliosa anche se sei in tuta, che ti tiene la mano di fronte
agli amici.
> Aspetta la persona che ti ricorda continuamente quanto ci tiene a te e
> quanto è fortunata ad averti.
> Aspetta la persona che si gira verso i suoi amici dicendo ‘…è lei’ o 
‘ è lui’.

Aspetto le vostre opinioni eh, mi raccomando.

Erika

Non riesco più a piangere.

Mi dipingerò una lacrima sul viso,

come Pierrot,

come una maschera.

Fingerò anche le lacrime,

come ho finto i sorrisi quando sanguinava il cuore.

Non riesco più a piangere,

non mi resta acqua da far sgorgare.

I miei occhi si rifiutano di obbedire

e la mia immagine riflessa

allo specchio dell’anima

mi restituisce un sorriso beffardo.

Avete vinto,

perché io,

io,

non riesco più a piangere.

 Il mio insegnante di filosofia al liceo mi diceva sempre: “Tomasi, ricorda, dopo i diciott’anni le poesie le scrivono solo i poeti e gli stupidi”. A voi giudicare cosa io sia.

Erika

 

 

INQUIETUDINE

I tedeschi la chiamano Unruhe, la non-calma, la non-tranquillità, l’inquietudine di vivere.

Di questi tempi mi sento così, piena di inquietudine, in una fase di schizofrenia delle emozioni e dei sentimenti, vissuta però come un nuovo slancio verso la vita. È quella sensazione di farfalle allo stomaco, di stretta al cuore, simile all’innamoramento, ma diversa, perché ti fa essere presente a te stessa. Non ti porta in un mondo ovattato, non ti fa camminare per strada con aria ebete ma ti prende per mano e ti fa stare coi piedi ben ancorati a terra, ti apre gli occhi e ti obbliga a vedere, dentro di te, dentro all’anima degli altri.

Quando mi spavento di me stessa e di ciò che sento, in questo mio vivere pieno di contraddizioni, mi tornano in mente le parole di un’amica filosofa come me, la quale, pochi giorni fa, mi ha detto: “Ricordati che, come diceva Hegel, un po’ di contraddizione nella vita fa bene.”

Un abbraccio

Erika

Carissimi tutti,

È da un po’ che mi torna in mente questa poesia di Robert Frost, Stopping by woods on a snowy evening.

Mi è rimasta nel cuore, come un bel ricordo, ed ho deciso che sarebbe stato bello condividerla con voi.

Molte volte nella vita ci fermiamo, perché vogliamo o perché siamo costretti. Poi però andiamo avanti, perché tutti abbiamo delle promesse da mantenere e molte miglia da percorrere prima di dormire. E forse la bellezza di un momento sta proprio nel fatto che questo è breve, come potersi fermare lungo la strada ad ammirare il silenzio di un bosco coperto di neve, per poi ripartire, perché a casa ci aspetta qualcuno a cui abbiamo promesso che saremmo ritornati.

Stopping by woods
on a snowy evening

Whose woods these are I think I know.
His house is in the village though;
He will not see me stopping here
To watch his woods fill up with snow.

My little horse must think in queer
To stop without a farmhouse near
Between the woods and frozen lake
The darkest evening of the year.

He gives his harness bells a shake
To ask if there is some mistake.
The only other sound’s the sweep
Of easy wind and downy flake.

The woods are lovely, dark and deep,
But I have promises to keep,
And miles to go before I sleep,
And miles to go before I sleep.

Un abbraccio forte

Erika

PS: A grande richiesta ecco la traduzione.

Fermandosi accanto a un bosco
in una sera di neve

Di chi sia il bosco credo di sapere.
Ma la sua casa è in paese: cosi’
Egli non vede che mi fermo qui
A guardare il suo bosco riempirsi di neve.

Troverà strano il mio cavallino
Fermarsi senza una casa vicino
Tra il bosco e il lago gelato
La sera più buia dell’anno.

Dà una scrollata al suo sonaglio
Per domandare se c’è uno sbaglio:
Il solo altro suono è il fruscio
Del vento lieve, dei soffici fiocchi.

Bello è il bosco, buio e profondo,
Ma io ho promesse da non tradire,
Miglia da fare prima di dormire,
Miglia da fare prima di dormire.

traduzione di Giovanni Giudici, tratta da http://www.azulines.it/stories/paolac.html

 

UN REGALO PER VOI

Carissimi,

Poiché l’altro giorno vi ho tediati con la mia malinconia, oggi ho deciso di regalarvi una canzone dei P.O.D. , che amo particolarmente per la forza con cui si esprimono ma, soprattutto, per i messaggi positivi dei loro testi.

La canzone si intitola ALIVE (tratta dall’album Satellite del 2002). Se vi va di ascoltarla, la trovate qui.

La dedico a tutti coloro che hanno trovato l’amore e a tutti quelli che lo stanno ancora cercando: non smettete mai di lottare per le cose belle della vita!

Ah, se volete sapere cosa dice la canzone e non siete pratici dell’inglese, alla fine del testo troverete la traduzione.

 Everyday is a new day
I’m thankful for
Every breath I take
I won’t take you for granted
So I learn from my mistakes
It’s beyond my control
Sometimes it’s best to let go
Whatever happens
In this lifetime
So I trust in love
You have given me
Peace of mind

I feel so alive
For the very first time
I can’t deny you
I feel so alive
I feel so alive
For the very first time
And I think I can fly
Sunshine upon my face
A new song for me to sing
Tell the world
How I feel inside (Tell the world how I feel inside)
Even though it might
Cost me everything
Now that I know this
So beyond, I can’t hold this
I can never
Turn my back away
Now that I’ve seen you (Now that I’ve seen you)
I can never look away

 Now that I know you
(I could never
Turn my back away)
Now that I see you
(I could never look away)
Now that I know you
(I could never
Turn my back away)
Now that I see you
(I believe no matter
What they say!)

 

 

Un abbraccio cosmico a tutti

Vostra

Erika

Ogni giorno è un giorno nuovo/ ed io sono grato per ogni respiro che faccio/Non Ti darò per scontato/perciò imparo dai miei errori/Va oltre al mio controllo/ a volte è meglio lasciare andare/qualunque cosa succeda in questa vita/Per questo credo nell’amore/Tu mi hai dato la pace dello spirito/Io mi sento così vivo/per la prima volta nella vita/e non posso rinnegarTi/Io mi sento così vivo/per la prima volta nella vita/ e sento di poter volare/Il sole mi batte sul viso/una nuova canzone da cantare/raccontare al mondo come mi sento dentro/anche se mi può costare tutto/Adesso che conosco il Tuo messaggio/così al di là/ non lo posso trattenere/non posso più voltarTi le spalle/ora che Ti ho visto/ non posso più volgere il mio sguardo altrove/Adesso che Ti conosco (non potrei mai voltarTi le spalle)/Adesso che Ti vedo (non potrei volgere lo sguardo da Te)/ Adesso che Ti conosco (non potrei mai voltarTi le spalle)/ Adesso che Ti vedo (io credo, e non importa ciò che dicono gli altri)

 

 

LE SEI COSE PREFERITE

Siamo state nominate da PXarcobaleno per il meme delle 6 cose preferite. 

Prima di tutto ecco a voi un bel

REGOLAMENTO:

- indicare il link di chi vi ha coinvolti

- inserire il regolamento del gioco sul blog

- citare sei cose che vi piace fare…

- coinvolgere altre sei persone… ( e noi nominiamo Serena e Marzia)

- comunicare l’invito sul loro blog…

 

Quindi, le sei cose preferite da Erika (non in ordine di priorità) sono:

1) ascoltare il suono delle cornamuse perché mi fa volare in alto, più delle ali che mi mancano;

2) stare a contatto con l’acqua, perché è una carezza costante;

3) avere libertà, autonomia ed indipendenza, perché senza non riesco più a respirare;

4) avere a che fare con persone appassionate, cioè che vivono con passione ed al massimo tutto ciò che fanno, perché ho bisogno di stimoli costanti e le persone che hanno qualcosa da dire sono lo stimolo migliore; 

5) sentire i profumi della natura, perché tenere svegli tutti i sensi è molto importante;

6) sorridere, pensando ai miei futuri figli, perché so che loro sono lì da qualche parte ed aspettano pazienti che io conosca il loro papà.

 Baci a tutti :-o

Erika

VIAGGIARE…MAX E IL LAOS

“C’è solo un viaggio possibile:

quello che facciamo nel nostro mondo interiore.

Non credo che si possa viaggiare di più nel nostro pianeta.

Così come non credo che si viaggi per tornare.

L’uomo non può tornare mai allo stesso punto da cui è

partito, perchè, nel frattempo lui stesso è cambiato.

Da se stessi non si può sfuggire.

Tutto quello che siamo lo portiamo con noi nel viaggio.

Portiamo con noi la casa della nostra anima,

come fa una tartaruga con la sua corazza.

In verità, il viaggio attraverso i paesi del mondo

è per l’uomo un viaggio simbolico.

Ovunque vada è la propria anima che sta cercando.

Per questo l’uomo deve poter viaggiare”

A. Tarkowsky

Ho trovato queste bellissime parole in un catalogo di viaggi che stavo sfogliando mentre sognavo di poter visitare alcune parti del mondo e poco dopo, nella mia posta, ho trovato una mail del mio amico Max con allegate delle fotografie del LAOS dove si è recato durante le vacanze natalizie.

Con il suo permesso ne inserisco qui alcune perchè le trovo molto belle e vorrei potessero far viaggiare anche voi con il pensiero, l’immaginazione e la speranza di poter trovare tutto quello che state cercando.

Alessandra

- Grazie di cuore Max! Ora non puoi più dire sconsolato che le fotografie del tuo viaggio sono rinchiuse e “dimenticate” nel tuo computer !

- N.B.: Se avete voglia di partire e state cercando qualche buona idea e un ottimo TOUR OPERATOR, vi segnalo il sito dell’agenzia del mio caro amico Tiziano: www.campielloviaggi.com.  Lui è un vero viaggiatore e vi saprà sicuramente aiutare nel migliore dei modi!

Notate le torte nel frigorifero a destra (che fame !!!) e le facce dei manichini poi…No comment!

“Il cinema per me è una distrazione. Faccio film perchè, se non li facessi, non saprei cosa fare e come distrarmi. Tutta la mia vita si è concentrata su questo lavoro. Così ho combattuto le ansie, le paure, il terrore. Trovo che il mio caso sia simile a quelli delle persone ricoverate in alcuni ospizi. Se tengono i pazienti occupati a dipingere con le dita o a intrecciare cestini di paglia è meglio per tutti, perchè sono più rilassati. Così è per me. Tenermi occupato per un anno, lontano dal mondo reale, è terapeutico. Non è un rito, però, e non si tratta di soldi. Lo faccio per me”.

Woody Allen

Vi piacciono i film di Woody Allen e volete sapere di più di questo eccentrico ed affascinante regista/attore? Se la risposta è si vi consiglio due libri che ho letto un po’ di tempo fa e che ogni tanto mi piace “risfogliare” per incontrare di nuovo i pensieri e le opinioni di questo personaggio. Il primo (e secondo me il più bello - vedi qui la foto della copertina) è stato scritto dal giornalista MARCO SPAGNOLI, raccoglie sette anni di interviste a Allen è s’intitola “Match Points”; Il secondo invece è “opera” del responsabile della rubrica Cinema di “Le Monde”, JEAN-MICHEL FRODON, ed è intitolato “Conversazione con Woody Allen”.

Questi due libri oltre ad affrontare in modo approfondito il cinema di Allen sotto tutti gli aspetti (temi, regia, produzione, musica, attori), ci fanno anche conoscere Allen dal punto di vista umano attraverso domande mirate ad entrare nel suo complesso mondo interiore.

Come si può capire attraverso le parole del regista i suoi film hanno sempre, attraverso varie strade, lo scopo principale di parlare dei conflitti e dei sentimenti per dargli la possibilità di esprimere il suo punto di vista sulla natura umana, ma soprattutto per aiutarci a riflettere su noi stessi e sulle nostre emozioni. Quasi sempre divertenti, ma con una nota voluta di malinconia, i film di Allen “giocano” con la psicologia umana e la indagano perchè, sostiene lui con convinzione, “L’unico tipo di progresso che esiste davvero è a livello personale e viene portato avanti solo insieme agli altri esseri umani. Quello che resta fondamentale risolvere sono i problemi umani ed esistenziali. Noi dobbiamo scendere in profondità per progredire davvero. Lo scopo della vita, il senso dell’esistenza, il rapporto con Dio (se ci si crede) restano le domande fondamentali cui va tentato di dare risposta, anche se è difficile. Fino a quando questi problemi non verranno capiti, anche il paesaggio politico non migliorerà, ne cambierà”.

Woody in questi libri parla anche della sua scelta di indipendenza, a costo di budget limitati e di produzioni fuori dagli Stati Uniti, e di città: di Venezia che ama perchè secondo lui andare li significa lasciare il mondo reale che odia, e di New York, che nonostante dichiari di conoscere poco sotto tutti i suoi complessi aspetti, è l’enigmatica e amata città che fa da scenografia alla sua vita.

E poi…e poi il resto lo lascio leggere a voi, altrimenti svelo troppo.

Allen ha ironicamente detto: “Ogni volta, quando un mio film ha successo, mi chiedo: come ho fatto a fregarli ancora?”. Io non lo so come fa a fregarmi, ma i suoi film mi piacciono sempre molto e sono d’accordo con lui quando dice che andare al cinema è una maniera meravigliosa per darsi da vivere.

Alessandra

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