La copertina del libro e l’immagine di una camelia, il fiore (di origine orientale) amato da una delle protagoniste del romanzo, simbolo di bellezza perfetta e superiorità non esibita.
“L’ELEGANZA DEL RICCIO”, il nuovo libro di Muriel Barbery (giovane professoressa di filosofia) pubblicato grazie al sostegno del Ministero Francese della Cultura, è stato il caso letterario del 2007 in Francia e ha vinto numerosi premi.
Ho finito di leggere questo libro ieri sera e le riflessioni che mi ha accompagnato a fare sono tante poichè conduce nella profondità dell’animo umano allontanando abitudini mentali e facendo vedere cose, persone e situazioni sotto punti di vista insoliti.
Certo, come sostengono alcuni critici letterari, i personaggi non sono sempre credibili e a volte sono un pò troppo saccenti, certo alcune pagine non sono scorrevoli e i pensieri sono in alcuni casi noiosamente filosofeggianti e didattici, ma posso dire che tutto sommato questo libro è stato, in queste fredde serate invernali, una buona compagnia.
Attraverso questo romanzo abbiamo modo di riflettere sulla bellezza profonda delle cose e delle persone (e su come spesso questa possa essere invisibile a chi è incapace di “guardare oltre”), sul senso dell’esistenza e su dove ci conduce il desiderio di una vita degna di essere considerata tale, sui preconcetti e l’ipocrisia di una parte dell’èlite culturale (che snobba chi ritiene diverso e incolto), sull’importanza degli attimi emozionanti e intensi che contengono l’essenza della vita attraverso la sensazione d’infinito, sugli affetti più profondi che accompagnano la nostra esistenza come dolcissima musica, su quanto i dolori vissuti possono segnare la nostra interiorità e il nostro cammino e sulla saggezza orientale che noi occidentali dovremmo “ascoltare” con più umiltà.
La storia, ambientata in un lussuoso palazzo parigino e raccontata dalle due protagoniste (una portinaia “segretamente” colta – il riccio – e una ragazzina intelligente e sensibile che vuole suicidarsi) tramite una sorta di diario-confessione, è piacevole ed originale; l’entrata in scena di un ricco e saggio signore giapponese è interessante e decisiva per la trama; la fine spiazza e commuove, ma proprio per questo apre nuovamente il cuore e la mente.
Mi piacerebbe trascrivere qui molti tratti di questo romanzo, ma per ovvi motivi ne riporto solo due. Allego anche una fotografia di un’opera d’arte che ho trovato in una galleria d’arte veneziana (ScalaMata Gallery) e che mi ha affascinata. Forse il connubio può sembrare un po’ azzardato, ma lo faccio comunque perchè penso che ci sia un fondamentale punto in comune tra questo libro e questa scultura, che se non altro può accompagnarci a pensare alle nostre diversità.
“Ecco quindi il pensiero del giorno: per la prima volta ho incontrato qualcuno che cerca le persone e che vede oltre. Può sembrare banale, eppure credo sia profondo. Non vediamo mai al di là delle nostre certezze e, cosa ancora più grave, abbiamo rinunciato all’incontro, non facciamo che incontrare noi stessi in questi specchi perenni senza nemmeno riconoscerci. Io supplico il destino di darmi la possibilità di vedere al di là di me stessa e di incontrare qualcuno.”
Opera dell’artista giapponese MASARU KASCHIWAGI esposta in una galleria d’arte di Venezia, città dove ora l’artista vive e lavora.
“Adesso so quello che dobbiamo vivere prima di morire: posso dirvelo. Prima di morire quello che dobbiamo vivere è una pioggia battente che si trasforma in luce”.
Consiglio di visitare il blog di M. Barbery, soprattutto per osservare le bellissime fotografie allegate.
Alessandra
Concordo con te. E’ uno di quei libri delicati ma profondi che ti fanno riflettere su tante cose e che ti danno molti spunti per credere che nelle difficoltà che la vita ci pone quotidianamente davanti c’è un gusto, un punto di vista, una bellezza la cui ricerca è forse un po’ il senso di tutto e che tanto fortemente siamo destinati a cercare.
Senza dimenticare che certi pezzi di Reneè inorridita di fronte alle brutture (soprattutto linguistiche) che percepisce nel mondo sono esilaranti
Ciao
Lara P.
Grazie Lara per il tuo bel commento. Oggi ho ripreso in mano il libro e ho riletto un’altra parte del racconto che mi piace perchè descrive bene e in modo originale quei cambiamenti interiori che a volte nella vita ci ritroviamo a fare:
“Qualcosa in me sta traslocando – si, non so spiegarlo in altro modo, ho la strampalata sensazione che un modulo interno vada a prendere il posto di un altro. Non vi capita mai? Si tratta di avvertire riorganizzazioni interiori di cui non riuscireste affatto a descrivere la natura, è una cosa mentale e spaziale allo stesso tempo, come un trasloco”.
CIAO. Alessandra
Non ho letto il libro, ma il passo che citi, Alessandra, è davvero molto bello. Sono quei traslochi che avvengono spesso e volentieri quando meno ce lo aspettiamo, dopo aver superato un momento critico della vita… l’animo è predisposto a darsi un nuovo assetto.
..Riscopri il piacere di essere donna..
…i sempre nel mai…