” I cimiteri sono pagine aperte, sono il paese di chi è andato avanti. I cimiteri sono luoghi di morte, eppure pulsano di vita e di incontri”.
Questo scrive a proposito dei cimiteri Giuseppe Zois nel libro scritto con Mario Botta e Paolo Crepet intitolato “Dove abitano le emozioni”. E come dargli torto? Come possiamo negare che, nonostante sia facile pensare il contrario, i cimiteri sono luoghi di vita e di incontri ?
In questa società dove la memoria è troppo spesso superficiale, breve e facile da dimenticare, i cimiteri sono luoghi dove cercare e trovare passato, storia, identità e dove ricordare, a volte è utile, la temporaneità del nostro viaggio in questa dimensione.
Spazi della memoria che comunicano, i cimiteri raccontano storie di uomini e donne che hanno già vissuto e che qui vengono ricordati attraverso fotografie, dati, frasi, segni e simboli.
L’isola di San Michele è sede del cimitero della città di Venezia dalla seconda metà dell’800 e come tutti i cimiteri delle grandi città vede la presenza di tombe di personaggi celebri che ci hanno lasciato, sotto varie forme, testimonianze indelebili e importanti del loro tempo e della loro interiorità. Lasciare il centro di Venezia per recarsi in quest’isola è un viaggio breve, ma emozionante che ci riporta indietro con il tempo grazie ad uno spazio che presenta non solo sepolture, ma anche una chiesa e un monastero costruiti tra il 1496 e il 1533.
Fotografie: spazi del monastero sull’isola.
I personaggi più celebri qui sepolti sono: L’impresario teatrale russo SERGEJ DJAGILEV; il compositore, pianista e direttore d’orchestra IGOR STRAVINSKY (a fianco giace la seconda moglie Vera De Bosset); il poeta statunitense EZRA POUND (a fianco riposa la moglie Olga Rudge, violinista americana di origine irlandese); il poeta russo JOSEPH BRODSKY; il calciatore e allenatore HELENIO HERRERA; il compositore LUIGI NONO; lo psichiatra FRANCO BASAGLIA e il pittore e incisore EMILIO VEDOVA morto nel 2006.
Fotografie: le tombe di Pound, Stravinsky ed Emilio Vedova.
Costruire il nostro futuro attraverso la memoria del passato e dei suoi protagonisti è fondamentale, poichè una società senza radici e senza “responsabilià storica” può essere solo una società effimera destinata allo smarrimento.
Walter Veltroni nel suo bel libro di racconti “Senza Patricio” ha scritto: ” La memoria non è inerte. La memoria è attiva, produce senso, costruisce scoperte.”
E l’artista Alberto Martini affermava: “E che sarebbe la vita senza la ricordanza? Un materiale attimo fuggente”.
Anche una visita al cimitero di Venezia per portare un “saluto” di riconoscenza a chi fisicamente non c’è più, può allora trasformarsi in un viaggio interessante e “creativo”. Un viaggio nella memoria che accompagna a dimenticare la fretta e l’affanno in favore di un ritmo fisico e interiore più “umano” e autentico.
Alessandra





Ci son stata qualche giorno fa anche per andare a trovare Stravinsky ma la cosa ancora più curiosa di tutto il cimitero é rovare una tomba di un certo Vladimiro Berovich nato il 19 Giugno del 1900 e morto il 9 Aprile del 1903 con su scritto “Genitori Insonsolabili” con sopra una foto in bianco e nero di un uomo dall’aria veramente sinstra e inquietante
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Carissima, ero alla ricerca di notizie su Basaglia e dove era sepolto…ho trovato il tuo blog…l’isola della memoria, interessante. Nel mio prossimo giro a Venezia sicuramente andrò sull’isola a pregare sulla sua tomba…anche se lui, come dice nella “fiction” era ateo. La sua grande umanità nel vedere nell’uomo “non la malattia” ma l’”essere umano” in quanto “tale” mi ha colpito….ce ne vorrebbero di BASAGLIA… ciao
mariuccia
Cara Mariuccia, grazie per aver lasciato una traccia del tuo passaggio e dei tuoi pensieri, mi ha fatto piacere. Ho visto nelle statistiche interne al blog che molte persone hanno cercato la sepoltura di Basaglia in questi giorni e sono giunte qui.
Nell’articolo sopra non l’ho scritto, ma uno dei motivi che mi aveva spinta a visitare il cimitero di Venezia era proprio portare una rosa a Basaglia che, come sostieni anche tu, sapeva guardare le persone “malate” in modo finalmente umano, sensibile e intelligente. Ti confesso che non è stato facile trovare la sua tomba anche perchè quando ho chiesto ai custodi dov’era mi hanno guardata con aria interrogativa (forse ero la prima “turista” a chiederlo???) e solo dopo un po’ di ricerche nel loro archivio mi hanno detto dove potevo trovarla. Se ti interessa la storia di Basaglia guarda anche il FILM di SILVANO AGOSTI: LA SECONDA OMBRA.
Ti consiglio comunque di visitare questo cimitero
non solo per “incontrare” persone celebri, ma anche per vedere quest’isola che nell’insieme ha un gran fascino grazie anche alle strutture architettoniche e alla sua posizione nella laguna.
Un saluto. Grazie. Alessandra
cara alessandra, leggo volentieri che c’è ancora qualcuno che si ricorda del signor franco basaglia, io sono si trieste e qui ancora oggi c’è gente che ne parla male e soprattutto nesssuno che porta davvero avanti ciò che ha fatto lui, se hai piacere vai a visitare il sito http://www.oltrequellasedia.blogspot.com, noi staimo cercando di portare fuori dal contenitore assistenza le perosne etichettae con la loro disabilità e farle vivere una vita degna di tal nome.
un abbraccio
marco
QUALCUNO MI SA DIRE COME MAI NON SI RIESCE A FARE UNA TOMBA DIGNITOSA PER IL GRANDE EMILIO VEDOVA ????AD AGOSTO 2010 SOLO ERBACCE PEZZO DI LEGNO MARCIO E TANTA INCURIA !!!!!!!!!!! CHE VERGOGNA FORSE DOBBIAMO FARLO SEPPELIRE IN UN’ALTRO STATO CHE MAGARI NON LO CONSIDERA SPAZZATURA???? COMPLIMENTI ALLA FONDAZIONE W L’ITALIA……
Enrico scusami ma non e’ il comune che deve fare la tomba,la Famiglia ha deciso cosiiiiiii