È una soap opera? No, è la storia inglese del sedicesimo secolo: ENRICO VIII e le sue sei mogli

Carissimi tutti,

Eccoci qua con la prima puntata della nostra rubrica “La storia in pillole”. Dedichiamo l’onore di inaugurare questo nostro sforzo di divulgazione storica al caro estinto Enrico VIII Tudor, re d’Inghilterra (28 giugno 1491 – 28 gennaio 1547) ed alle sue sei mogli: Caterina d’Aragona, Anna Bolena, Jane Seymour, Anna di Cleves, Catherine Howard e Catherine Parr. 

enrico-viii-opera-di-hans-holbein-il-giovane.jpg ENRICO VIII

Il nostro ne ha combinate di tutti i colori sullo scenario politico dell’Europa del XVI secolo: lo scisma dalla Chiesa cattolica, lo scioglimento degli ordini monastici e l’incameramento dei loro beni nelle casse dello Stato, l’unificazione del Galles con l’Inghilterra, le guerre contro la Francia, e per cosa se lo ricorda la gente oggi? Per avere avuto sei (dico sei) mogli. Io stessa fui abbagliata dal titolo di una biografia storica sullo scaffale di una libreria a Pisa, mentre stavo preparando l’esame di storia moderna. La biografia, scritta da Antonia Fraser, storica inglese, si intitola Le sei mogli di Enrico VIII. Eccovene un assaggio: 

“Ripudiata, decapitata, morta…ripudiata, decapitata, sopravvissuta”: il ritornello passa in un bisbiglio sulle labbra dei visitatori che percorrono i luoghi in cui si svolse la storia delle mogli di Enrico VIII. Nella tradizione popolare le sei donne sono ricordate non per come vissero, ma per come morirono. Le loro figure sono dipinte come altrettanti stereotipi del carattere femminile: la Donna Tradita, la Tentatrice, la Donna Buona, la Brutta Sorella, la Ragazza Cattiva, la Figura Materna. Un giorno, al castello di Hever, davanti a un presunto ritratto di Anna Bolena, sentii uno scolaretto esclamare con aria saputa: “Quella è la brutta”. E l’amico subito: “È vero, è proprio lei, la brutta”. In verità stava osservando un’immagine della “tentatrice” Anna Bolena.  

Parliamoci chiaro, se la biografia si fosse intitolata Le vicissitudini di Enrico VIII oppure Vita, morte e miracoli di Enrico VIII non l’avrei neanche degnata di uno sguardo, eppure quel rimando alle sue sei mogli fu per me irresistibile come il richiamo delle sirene per Ulisse. Solo che io non ho fatto l’eroina, non mi sono fatta legare a un palo cercando di resistere alla tentazione, ma ho seguito il consiglio di Oscar Wilde e nella tentazione ci sono caduta in pieno, acquistando il libro e leggendolo tutto d’un fiato.

Voi mi chiederete, ma qual è l’importanza delle mogli di ‘sto Enrico? Beh, avevano importanza eccome, specialmente in un’epoca in cui i matrimoni servivano solo ed esclusivamente a sancire alleanze fra nazioni e ad ottenere una discendenza maschile. Proprio la mancanza di una discendenza maschile fu il motivo per cui il caro Enrico si disfece delle prime due mogli, Caterina d’Aragona e la “concubina” Anna Bolena, che prima gli fece perdere la testa e poi la perse essa stessa sotto la scure del boia.  

Ora, siccome la materia è più intricata di quanto appaia, ho deciso di dividere la prima puntata in due parti: I) le prime tre mogli di Enrico VIII, II) le seconde tre mogli di Enrico VIII. In questo post quindi ci occuperemo della I Parte: Le prime tre mogli di Enrico VIII

 Caterina d’Aragona

La prima moglie di Enrico, che lui in realtà aveva ereditato dal defunto fratello Arturo, fu Caterina d’Aragona, figlia dei Re Cattolici Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona (quelli che avevano finanziato l’impresa di Cristoforo Colombo e che, con il loro matrimonio appunto, contribuirono all’inizio dell’unificazione della Spagna), nonché zia di Carlo I re di Spagna, successivamente passato alla storia come Carlo V imperatore del Sacro Romano Impero. Carlo era figlio di Giovanna la Pazza, sorella di Caterina, e di Filippo il Bello, figlio dell’imperatore Massimiliano I ed erede al trono di Asburgo. Ma che ci importa a noi di Carlo? Ci importa, perché fu proprio il timore che di Carlo aveva il papa Clemente VII (che si era ritrovato la patata bollente in mano alla morte di Giulio II) a frenare la concessione dell’annullamento del matrimonio fra Caterina ed Enrico, cosa che irritò non poco quest’ultimo il quale decise allora che chi fa da sé fa per tre, quindi a che ci serve far parte della Chiesa cattolica? Ed ecco lo scisma della Chiesa Anglicana. Così facciamo anche a meno di pagargli l’obolo di S. Pietro. Tieh!

Ma torniamo a noi, o meglio a Caterina. Abbiamo detto che la mancanza di discendenza maschile da lei generata fu la ragione per cui Enrico decise di disfarsi di lei. In realtà la ragione fu questa, più una certa irritazione di Enrico nei confronti del di lei padre, Ferdinando, che aveva deciso di abbandonare un’alleanza stretta con l’Inghilterra ed il Papa per arginare le mire espansionistiche del re di Francia. Quindi, dopo sette gravidanze e dopo essere stata spremuta come un limone, la povera Caterina fu gettata via come uno straccio vecchio e segregata a vivere in un convento fino alla fine dei suoi giorni. L’unica figlia di Caterina che rimase in vita fu la principessa Maria. Essa, fervente cattolica, alla morte del fratello Edoardo ereditò il trono e passò alla storia col soprannome di “la sanguinaria”, datole a causa della ferocia con cui perseguitò i protestanti inglesi. E poi ditemi che non c’era un pizzico di vendetta nei confronti del padre! Adesso sapete perché il Bloody Mary è a base di succo di pomodoro.   

Anna Bolena

Un altro dei motivi per cui Enrico aveva fretta di disfarsi di Caterina era che si era invaghito della bella Anna Bolena, sorella della vecchia amante di Enrico, Maria Bolena. Anna Bolena era bella, così almeno dicono le cronache, anche se quei due scolaretti della biografia della Fraser probabilmente non sarebbero d’accordo. Enrico, che non era uno stinco di santo -era noto anche per essere un grande scommettitore-, la prese in moglie prima ancora che il suo matrimonio con Caterina fosse dichiarato nullo. E subito cominciarono a darci dentro, con scarsi risultati dal punto di vista di Enrico, che non vedeva arrivare eredi maschi neanche da Anna Bolena. In compenso Anna Bolena mise al mondo Elisabetta I. Il suo regno è ricordato come l‘età dell’oro inglese. Parlando di perfidia femminile, l’aneddoto storico vuole che Anna facesse di tutto per comportarsi come una regina capricciosa e pretese che la ex regina Caterina le rendesse tutti i gioielli di famiglia ed anche il vestitino del battesimo di Maria, che Anna voleva indossasse Elisabetta. Caterina, da gran donna qual’era, restituì i gioielli ma fece un eloquente gesto dell’ombrello per quanto riguardava il vestitino del battesimo. Anna non era per nulla tenera con la povera Maria, la quale già doveva vivere lontana dalla mamma ed era passata dall’essere la futura regina ad essere la bastarda di corte, quella che ricordava ad Anna cosa le sarebbe successo se non si fosse sbrigata a mettere al mondo un maschio. Enrico non aspettò molto infatti. Ora gli si poneva di nuovo il quesito esistenziale: “Come mi libero adesso della babbiona? Ma certo, che sciocco. L’accuso di alto tradimento, incesto e stregoneria!” E così disse a tutti che la sua consorte aveva ben cinque amanti e che con uno di questi, più precisamente il fratello, aveva complottato contro la sua vita. Naturalmente tutti mangiarono la foglia e la povera Anna fu rinchiusa nella Torre di Londra in attesa che il boia facesse la sua parte. Fu decapitata nel 1536, lo stesso anno in cui Caterina d’Aragona morì in convento. 

Jane Seymour

Ad Enrico non importava un ficco secco rinvenuto di fare la parte del vedovo inconsolabile ed, anzi, prontamente impalmò la dama di corte Jane Seymour. Jane fu la più tenuta in considerazione fra tutte le mogli di Enrico. Il motivo? Gli diede il sospirato figlio maschio: Edoardo Teniamo presente che Enrico VIII fu il primo sovrano a salire sul trono d’Inghilterra senza spargimenti di sangue da secoli, per cui ci teneva che la dinastia Tudor seguitasse a rimanere al comando. Purtroppo Jane morì dopo due settimane dal parto e dopo un anno dal matrimonio, nel 1537. Fu sepolta nel Castello di Windsor ed è l’unica delle mogli di Enrico ad avere la tomba accanto a quella del re. Ma Enrico,come abbiamo avuto modo di vedere, non si perdeva d’animo per cosucce tipo la morte di una consorte, perciò, vista la salute cagionevole del piccolo Edoardo, cominciò a cercare carne fresca per l’accoppiamento regale, al fine di assicurarsi che almeno un altro erede maschio venisse messo al mondo. Per questo motivo…. Il seguito alla prossima puntata!

A presto su questi schermi con la seconda parte de “Le sei mogli di Enrico VIII”. 

E come promesso nell’introduzione alla nostra rubrica ecco a voi la fonte del post:

Antonia Fraser, Le sei mogli di Enrico VIII, ed. Oscar Storia Mondatori, 2001.

Dateci un’occhiata, fidatevi. La Fraser è una storica di formazione anglosassone, il che significa che scrive per tutti e non solo per gli specialisti del settore. Inoltre il testo è preciso, non noioso. Insomma, provateci. Garantisco che ne vale la pena!

Vostra

Erika

~ di alerika su Aprile 2, 2008.

9 Risposte to “È una soap opera? No, è la storia inglese del sedicesimo secolo: ENRICO VIII e le sue sei mogli”

  1. Bel post! :D
    Attendo il seguito! :D

  2. Grazie Nemuriko!
    Arriverà presto. ;-)

  3. Un romanticone ’sto Enrico VIII!!! Prof, per il momento ho capito tutto. A quando la seconda parte? Mi hai fatto salire una curiosità fortissima.
    Tra l’altro (anche se non c’entra nulla)…ti andrebbe di raccontare la storia di quel Papa (credo) che venne riesumato per essere processato e il suo corpo venne portato in un’aula di tribunale…. Ti ricorda qualcosa? Avevo letto una storia che parlava di questo fatto ma non ricordo nulla con precisione. Vediamo se sei prepatara!! :-)
    Aspetto la storia delle ultime 3 mogli di Enrico!!
    Ciao.
    Diego.

  4. Caro Px,
    Ebbene si, sono preparata.
    Il papa di cui parli fu papa Formoso, le cui spoglie mortali vennero riesumate nel 897 dC dal suo successore papa Stefano VI e sottoposte a quello che passerà alla storia come “l’orrido sinodo”. Il motivo? Sempre il solito, la smania di potere. Formoso infatti era il protettore del re germanico Arnolfo (in quel periodo l’Italia era divisa in tanti piccoli pezzi che i vari popoli si spartivano con lotte più intestinali che intestine), mentre Stefano proteggeva gli spoletini. Quindi, dopo che Arnolfo lasciò l’Italia e tornò in Baviera e dopo che papa Formoso morì, il suo successore aveva bisogno di delegittimare le scelte fatte da quest’ultimo, che aveva incoronato ed accettato Arnolfo come sovrano. Quindi Stefano accusò Formoso di empietà e lo sottopose a processo da morto. Dopo che Formoso fu giudicato colpevole (come no!) le sue spoglie furono gettate nel Tevere.
    Fonte: http://cronologia.leonardo.it/storia/anno888a.htm
    Io mi domando, se a guidare l’Italia fossero rimasti i germanici, oggi saremmo messi meglio?

  5. Credo che un inchino, di fronte a cotanta intelligenza e prontezza, sia doveroso. Ma chi sei!?!?! Grande Erika!!!
    Hai noteto che allievi interessati partecipano alle tue lezioni? :)
    A presto!
    Diego.

  6. Bellissimo questo post… ebbene sì ecco la cultura… per ora ho capito tutto e mi sono appassionata a questa belissima storia che veramente non sembra quasi vera. Aspetto il seguito.

  7. [...] si fosse perso la prima puntata è caldamente pregato di cliccare qui e colmare le sue lacune prima di rovinarsi la sorpresa finale senza averci capito un H. Cavoli! [...]

  8. @ Ire: grazie cara, hai visto che il seguito c’è? Torna presto!
    Ciao ciao
    Erika

  9. Aspetto la seconda parte, con fervido interesse…
    spero di poterla leggere presto, mi incuriosiscono le sorti di queste sei donne legate tutte al medesimo uomo….
    e che uomo, x carità!!!!
    A presto

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