“ANDARE AL CINEMA E’ UNA MANIERA MERAVIGLIOSA PER DARSI DA VIVERE” - Parola di… WOODY ALLEN!
Aprile 23, 2008 di alerika
“Il cinema per me è una distrazione. Faccio film perchè, se non li facessi, non saprei cosa fare e come distrarmi. Tutta la mia vita si è concentrata su questo lavoro. Così ho combattuto le ansie, le paure, il terrore. Trovo che il mio caso sia simile a quelli delle persone ricoverate in alcuni ospizi. Se tengono i pazienti occupati a dipingere con le dita o a intrecciare cestini di paglia è meglio per tutti, perchè sono più rilassati. Così è per me. Tenermi occupato per un anno, lontano dal mondo reale, è terapeutico. Non è un rito, però, e non si tratta di soldi. Lo faccio per me”.
Woody Allen
Vi piacciono i film di Woody Allen e volete sapere di più di questo eccentrico ed affascinante regista/attore? Se la risposta è si vi consiglio due libri che ho letto un po’ di tempo fa e che ogni tanto mi piace “risfogliare” per incontrare di nuovo i pensieri e le opinioni di questo personaggio. Il primo (e secondo me il più bello - vedi qui la foto della copertina) è stato scritto dal giornalista MARCO SPAGNOLI, raccoglie sette anni di interviste a Allen è s’intitola “Match Points”; Il secondo invece è “opera” del responsabile della rubrica Cinema di “Le Monde”, JEAN-MICHEL FRODON, ed è intitolato “Conversazione con Woody Allen”.
Questi due libri oltre ad affrontare in modo approfondito il cinema di Allen sotto tutti gli aspetti (temi, regia, produzione, musica, attori), ci fanno anche conoscere Allen dal punto di vista umano attraverso domande mirate ad entrare nel suo complesso mondo interiore.
Come si può capire attraverso le parole del regista i suoi film hanno sempre, attraverso varie strade, lo scopo principale di parlare dei conflitti e dei sentimenti per dargli la possibilità di esprimere il suo punto di vista sulla natura umana, ma soprattutto per aiutarci a riflettere su noi stessi e sulle nostre emozioni. Quasi sempre divertenti, ma con una nota voluta di malinconia, i film di Allen “giocano” con la psicologia umana e la indagano perchè, sostiene lui con convinzione, “L’unico tipo di progresso che esiste davvero è a livello personale e viene portato avanti solo insieme agli altri esseri umani. Quello che resta fondamentale risolvere sono i problemi umani ed esistenziali. Noi dobbiamo scendere in profondità per progredire davvero. Lo scopo della vita, il senso dell’esistenza, il rapporto con Dio (se ci si crede) restano le domande fondamentali cui va tentato di dare risposta, anche se è difficile. Fino a quando questi problemi non verranno capiti, anche il paesaggio politico non migliorerà, ne cambierà”.
Woody in questi libri parla anche della sua scelta di indipendenza, a costo di budget limitati e di produzioni fuori dagli Stati Uniti, e di città: di Venezia che ama perchè secondo lui andare li significa lasciare il mondo reale che odia, e di New York, che nonostante dichiari di conoscere poco sotto tutti i suoi complessi aspetti, è l’enigmatica e amata città che fa da scenografia alla sua vita.
E poi…e poi il resto lo lascio leggere a voi, altrimenti svelo troppo.
Allen ha ironicamente detto: “Ogni volta, quando un mio film ha successo, mi chiedo: come ho fatto a fregarli ancora?”. Io non lo so come fa a fregarmi, ma i suoi film mi piacciono sempre molto e sono d’accordo con lui quando dice che andare al cinema è una maniera meravigliosa per darsi da vivere.
Alessandra
Grazie. Una bellissima recensione. Il merito, ovviamente, è di Woody Allen e del suo grandissimo talento.
Grazie.
M.