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Per caso (ma mi piace sempre pensare che le cose non succedono mai per caso)  ho ascoltato l’album della cantautrice lombarda   Cristina Donà - www.cristinadona.it - “La quinta stagione”. Anche se non posso annoverare questa artista tra le mie preferite ho scoperto che in questo suo recente lavoro (2007) ci sono delle canzoni molto dolci con melodie ricercate e pensieri profondi che ci accompagnano all’interno dei percorsi dell’ anima; percorsi simili a quelli del vento, a volte fugaci e inconsistenti, a volte  incisivi e violenti.

Trascrivo qui i testi di due canzoni che mi hanno particolarmente coinvolta e li dedico a tutti coloro che,  sentendosi persi, stanno viaggiando dentro se stessi per ritrovare quella leggerezza capace di illuminare il cammino giusto e rendere la vita degna di essere vissuta, sempre, al di là delle paure e della pesantezza del passato.

 

SETTEMBRE

Il sole a settembre mi lascia vestire ancora leggera, il fiume riposa negli argini aperti di questa distesa. Tu mi dicevi che la verità e la bellezza non fanno rumore. Basta solo lasciarle salire, basta solo lasciarle entrare. E’ tempo di imparare a guardare. E’ tempo di ripulire il pensiero. E’ tempo di dominare il fuoco. E’ tempo di ascoltare davvero. L’amore a settembre mi ha fatto sentire ancora leggera. Il giorno sprofonda nei solchi bruciati di questa distesa. Tu lo sapevi che nessuna gioia nasce senza un dolore. Basta solo farlo guarire, basta lasciarlo entrare. E’ tempo di imparare a guardare. E’ tempo di ripulire il pensiero. E’ tempo di dominare il fuoco. E’ tempo di ascoltare davvero. E’ tempo di imparare a cadere. E’ tempo di rinunciare al veleno. E’ tempo di dominare il fuoco. E’ tempo di ascoltare davvero. L’amore a settembre mi ha fatto sentire ancora leggera.

 

MIGRAZIONI

E volare sopra campi sconfinati puntando a sud, poi toccare con le ali le tue ali senza andare giù. Devi credere che al mondo non c’è niente di impossibile. Se atterri nell’ombra ricorda la luce anche s’è nascosta. Pensa leggero, come un foglio leggero, assecondando anche le curve violente. Vola leggero su di un foglio leggero, la paura appesantisce la mente. Questo lo sai. Lo sai.  E tornare ad osservare le montagne che si immergono, in un attimo planare sulle cime dove nascono fiumi limpidi allenati su un percorso inesauribile. Se resti nell’ombra rispetta la luce anche se è nascosta. Pensa leggero, come un foglio leggero, assecondando anche le curve violente. Vola leggero su di un foglio leggero, la paura appesantisce la mente, questo lo sai, lo sai. Se ti pèrdi ancora nei dettagli, allontanati dal tuo sentiero. La distanza spesso può aiutarti a capire ciò che serve davvero. Pensa leggero, come un foglio leggero assecondando anche le curve violente. Vola leggero su di un foglio leggero, la paura appesantisce la mente. Torna leggero su di un foglio leggero e non voltarti indietro mai, lo sai. E volare sopra campi sconfinati puntando a sud.

Bellissima è anche  “Universo”.  Ora provate ad ascoltare questi brani e “perdetevi” allontanandovi dalla realtà e andando “al di là del tempo“, come dice Cristina.

Un bacio. Alessandra

Ci sono istanti che vorresti non finissero mai, sensazioni che desidereresti risentire infinite volte, stimoli che ti ossigenano il cuore e la mente, avvenimenti che non scorderai.

Bellissima serata all’isola della Giudecca ieri, indimenticabile…

L’isola della Giudecca, come saprete, è costituita da un insieme di piccole isole collegate fra loro ed è separata da Venezia attraverso un ampio canale.

In quest’isola si trova uno degli edifici industriali dell’800 più interessanti: il MULINO STUCKY, in stile neogotico, che caduto in disuso intorno al 1950 è stato recentemente ristrutturato per trasformarsi in un bellissimo hotel della catena Hilton (se volete organizzare un week-end romantico andate a visitare il sito: www.hilton.com/venice, i prezzi sono un po’ “impegnativi”, ma magari ne vale la pena… )  e nel più grande centro congressi di Venezia.

Giovanni Stucky, colui che fece costruire e gestì questo edificio, era un conte svizzero di origini veneziane che grazie a questo mulino negli anni più fecondi riuscì a dare lavoro a ben 1500 operai e  a macinare anche 2500 quintali di farina al giorno!

 

Visitare questo luogo è stato veramente emozionante, non solo  per il lusso, l’eleganza e il fascino dell’hotel, ma anche, e soprattutto, per osservare la sua articolata, funzionale, originale e maestosa struttura architettonica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Incantevole è stata la vista dalla terrazza panoramica posta sul tetto e munita di bar e piscina!. Da li si vede gran parte di Venezia e della Laguna; un aperitivo e un po’ di silenzio per lasciare lo sguardo libero di correre tra i monumenti e le “atmosfere” di una delle città più belle del mondo regalano attimi di serenità interiore. Qui infatti si respira un’aria vitale e magica che inebria e fa dimenticare la quotidiana realtà. 

        

Ma la Giudecca non è solo il Molino Stucky; quest’isola vede anche la presenza della bellissima CHIESA DEL REDENTORE (1577-1592) progettata da ANDREA PALLADIO (quest’anno si festeggia il V centenario della sua nascita www.andreapalladio500.it), l’Hotel Cipriani situato in una delle residenze veneziane più lussuose (Palazzo Vendramin del XV secolo), la Tessitura Fortuny, calli suggestive e ottimi locali dove mangiare. E a proposito di quest’ ultimo punto voglio segnalarvi dove sono stata io: Trattoria “Altanella”, Giudecca, 270 - Venezia. Qui oltre a mangiare bene si può godere di una romantica terrazza posata sull’acqua che rende l’atmosfera accogliente. Provare, tutto, per credere!

 Chiudo con queste immagini che mi sono divertita a scattare nella trattoria: la fiamma di una candela che scalda e riempie, sempre, la nostra anima di speranza…

          

Un abbraccio e a presto. Alessandra

Certe volte mi viene da chiedermi cosa passi nella testa e nel cuore dei signori maschietti, perché io davvero non li capisco. Quasi tutti dicono che le donne sono complicate. Mah, sarà che la fortuna di trovare uomini arzigogolati ce l’ho solo io, ma vi assicuro che l’universo maschile è altrettanto, se non più difficile da capire. D’altro canto, può anche darsi che sia io quella che ha delle risorse intellettive limitate, ma ho come la vaga impressione che non sia così…

Oggi stavo riascoltando Running up that hill dei Placebo (in realtà una cover di una canzone di Kate Bush del 1985). La canzone parla di lei che fa un patto con Dio per riuscire a scambiarsi di ruolo col proprio lui, per entrargli nell’anima e finalmente… vedere, essere illuminata, sapere, conoscere, apprendere, capire!

La mia natura di piccola esploratrice dell’animo umano penso che mi porterebbe a provare l’esperienza, solo per una frazione di secondo, solo quel tanto che basta per raggiungere il paradiso dell’universo maschile… quello sconosciuto, che mia attrae così tanto. 

It doesn’t hurt me.
You want to feel, how it feels?
You want to know, know that it doesn’t hurt me?
You want to hear about the deal I’m making.
You, (If I only could, be running up that hill)
You and me (If I only could, be running up that hill)And if I only could,
Make a deal with God,
Get him to swap our places,
Be running up that road,
Be running up that hill,
Be running up that building.
If I only could
You don’t want to hurt me,
But see how deep the bullet lies.
Unaware that I’m tearing you asunder.
There’s a thunder in our hearts, baby
So much hate for the ones we love?
Tell me, we both matter, don’t we?
You, (If I only could, be running up that hill)
You and me (If I only could, be running up that hill)
You and me, won’t be unhappy
And if I only could,
Make a deal with God,
And get him to swap our places,
Be running up that road,
Be running up that hill,
Be running up that building.
If I only could
Come on, baby, come on, come on, darling,
Let me steal this moment from you now.
Come on angel, come on, come on, darling,
Let’s exchange the experience
And if I only could,
Make a deal with God,
And get him to swap our places,
Be running up that road,
Be running up that hill,
With no problems.
And if I only could,
Make a deal with God,
And I’d get him to swap our places,
Be running up that road,
Be running up that hill,
With no problems.
If I only could, be running up that hill
If I only could, be running up that hill
If I only could, be running up that hill
If I only could, be running up that hill
If I only could, be running up that hill
If I only could, be running up that hill
If I only could, be running up that hill

Transleiscion:

 Non mi fa male.
Vuoi sapere come ci si sente?
Vuoi sapere, sapere che non mi fa male?
Vuoi sapere del patto che sto facendo
Tu (se solo potessi correrei su per quella collina)
Tu ed io (se solo potessi correrei su per quella collina)
E se solo potessi
fare un patto con Dio,
far sì che ci scambi di ruolo,
correrei su per quella strada,
correrei su per quella collina,
correrei su per quell’edificio.
Se solo potessi.
Tu non mi vuoi ferire,
ma vedere quanto a fondo è andata la pallottola.
Ignaro che io ti sto facendo a pezzi.
C’è un fulmine nei nostri cuori tesoro.
Così tanto odio per quelli che amiamo.
Dimmi che importiamo entrambi, o no?
Tu (se solo potessi correrei su per quella collina)
Tu ed io (se solo potessi correrei su per quella collina)
Tu ed io non saremo infelici.
E se solo potessi
fare un patto con Dio,
e farci scambiare i ruoli,
correrei su per quella strada,
correrei su per quella collina,
correrei su per quell’edificio.
Se solo potessi.
Dai tesoro, dai caro,
Lasciami rubare questo momento da te ora.
Dai angelo, dai caro,
scambiamoci l’esperienza.
E se solo potessi
fare un patto con Dio
e farci scambiare i ruoli,
correrei su per quella strada,
correrei su per quella collina,
senza problemi.
E se solo potessi
fare un patto con Dio
e farci scambiare i ruoli,
correrei su per quella strada,
correrei su per quella collina,
senza problemi.
Se solo potessi, correrei su per quella collina

 Un abbraccio

Vostra Erika

 

L’ORCHIDEA DI FRANCESCA

“Sfogliando” il mio album fotografico nel computer ho ritrovato questa immagine che ho scattato in ufficio un po’ di tempo fa…è l’orchidea di Francesca, una mia collega. La custodisce con amore vicino alla sua scrivania e quando, dopo tanta attesa, è finalmente fiorita abbiamo deciso di fotografarla per mantenere il ricordo di un capolavoro che la natura ci ha donato in un momento di forte stress lavorativo! Francesca, come si può ben capire, ha “il pollice verde” ed oggi mi ha anche rivelato il nome dei fiori che ho trovato nel mazzo di domenica (vedi articolo un po’ più in giù…) sono le AQUILEGIE!!! Più le guardo e più m’innamoro della loro bellezza…

Grazie Francy!

Un bacio a tutti! Alessandra

Tanti auguri a meee

Tanti auguri a meee

Tanti auguri a Erikaaaa

Tanti auguri a meee

yupppiee, clap clap (manifestazioni di gioia, gaudio e tripudio)

 

Gioisci Mondo, in questa meravigliosa giornata 32 anni fa, ha visto la luce quella meravigliosa creatura (che taluni si pregiano di annoverare fra le proprie amicizie) denominata ERIKA!

Via, ora non vi accalcate tutti a farmi gli auguri eh?

 

Il 16 maggio scorso GINO STRADA ha tenuto una conferenza a Venezia. Il mio amico Daniele era presente e oggi via mail mi ha raccontato le cose che più l’hanno colpito dell’intervento di questo straordinario chirurgo, scrittore e fondatore  dell’ONG “EMERGENCY”  (www.emergency.it).

Ecco la breve relazione che Daniele mi ha inviato (visto che si è basato solo sulla sua memoria i dati possono non essere precisi, ma i concetti naturalmente si):

 

“Gino strada ha tenuto la conferenza a Venezia in occasione dei 14 anni di Emergency, l’associazione da lui fondata insieme ad un gruppo di amici che credevano che fosse giunta l’ora di fare qualcosa per le vittime della guerra. All’inizio del suo intervento ha fatto vedere alcuni grafici sul coinvolgimento dei civili nelle guerre dal 1914 ad oggi.

I dati mostravano un crescente coinvolgimento di morti civili: nella prima guerra mondiale la percentuale era del 15%, nella seconda del 63 %  e dopo questa il valore è salito a circa il 95 % (!!!). Tutto questo perché oggi i governi pensano che la guerra sia la soluzione per le controversie internazionali, mentre ne è solo il problema. Dopo queste constatazioni ha fatto vedere foto di civili mutilati dalle famose mine antiuomo (sottolineando che noi italiani siamo tra i maggiori produttori di questa terribile arma che colpisce soprattutto, per non dire solamente, i bambini!!!) e dell’ultimo ospedale costruito dall’associazione in Sierra Leone.

Ad una domanda posta dal pubblico sui finanziamenti di Emergency ha risposto dicendo che circa il 70% del denaro necessario per portare avanti i progetti arriva da contributi di privati cittadini ed il resto da comuni e serate di beneficienza. Ha quindi esortato a devolvere il 5xmille alla sua associazione e a continuare a fare offerte. Di fronte a una mia domanda sulla veridicità di quello che i mass media ci raccontano sulle guerre nel mondo, lui ha risposto, ed era prevedibile, che quello che ci viene raccontato dalla nostra televisione è veramente lontano dalla realtà. L’ho esortato ad organizzare più serate di sensibilizzazione come questa, ma lui ha detto che purtroppo non è sempre facile. Durante il suo interessantissimo intervento ha espresso un pensiero che mi ha particolarmente colpito e che ti riporto  “LA GUERRA E’ IL CORTOCIRCUITO DELLE MENTI POCO SVILUPPATE”. Riflettiamo. Ciao.”  Daniele

 

Che dire, queste considerazioni non possono lasciarci indifferenti e quest’ultima frase sulla guerra è incredibilmente intelligente. 

Affascinata dalla grandezza morale di Strada e dalla sua forza interiore venerdì ho anche ascoltato una toccante intervista che gli aveva fatto Fabio Fazio durante la trasmissione “Che tempo che fa” (l’intervista si può rivedere via internet attraverso il sito della RAI). Tante sono state le parole che mi hanno colpita, ma forse una delle cose più belle che Strada ha affermato è che il suo desiderio più grande sarebbe fare una festa di scioglimento di Emergency perchè quando questo avverrà vorrà dire che gli uomini avranno capito  cosa significa vivere. Strada ha anche affermato che gli Italiani sono un popolo molto solidale e che continua a contare su tutti noi per poter portare avanti i suoi importantissimi progetti in tutto il mondo.

 

Aiutiamolo, allora, come possiamo.

Un salutone e un grazie a Daniele con la speranza che Strada non smetta mai di agire e sensibilizzare tutti noi.

Alessandra

UN MAZZO DI…FIORI!

Oggi ho ricevuto un bellissimo mazzo di fiori! Me l’ha portato un amico, sono quelli del suo giardino che coltiva con tanta passione. Ci sono le orchidee, le fresie, le margherite, le bocche di leone e…

…e dei fiori che non conosco ma sono incantevoli!, mi sono “persa” a guardarli e ho fatto delle fotografie…eccone alcune anche per voi! Se conoscete il loro nome fatemelo sapere!

Un caro saluto a tutti e un super grazie a Massimo per questo gentile pensiero! Alessandra

 

 

Come rain

Come rain                                       Vieni pioggia

and wash away my pain                   e lava via il mio dolore

as I cannot see                                perché io non riesco a vedere

anyone there for me                        nessuno lì per me

Let the sky cry                                 Lascia che il cielo pianga                              

Let the sky cry for me                      Lascia che il cielo pianga per me

All my hopes and heartbeats            Tutte le mie speranze e battiti di cuore

They were all in vain                         Erano tutti in vano

But I don’t want to                             Ma io non voglio

die inside                                          morire dentro

I want to live                                     Io voglio vivere

So come rain                                     Perciò vieni pioggia   

and wash away my pain                    e lava via il mio dolore

Come rain, come                              Vieni pioggia, vieni

Come on down on me                      Scendi su di me

 

Vostra (oggi molto triste) Erika

COLLAGE

La poesia che trovate qui è il risultato di un collage di versi di alcune canzoni che mi piacciono (Bring me to life - Evanescence, Angel e Dissolved Girl - Massive Attack, Fragile -Depeche Mode).

La dedico a quell’entità ectoplasmatica che sembra essere l’uomo della mia vita. Se ci sei batti un colpo! :-)

 

 You are my angel                       Tu sei il mio angelo

 come from way above                venuto da molto in alto

to bring me love                         per portarmi l’amore

Say my name                              Dì il mio nome

I need a little love                      Ho bisogno di un po’ d’amore

to ease the pain                        per lenire il dolore

Precious and fragile things       Le cose preziose e fragili

need special handling              vanno maneggiate con cura

Breathe into me                       Respira dentro di me

and make me breathe              e fammi respirare

Bring me to life                        Portami in vita

Cause you are my angel          Perché tu sei il mio angelo

 

 Peace and love brothers

Vostra

Erika

I MIEI EROI: SERJ TANKIAN

Chi si è preso la briga di andare a leggere la pagina del mio profilo si ricorderà che uno dei miei eroi è Serj Tankian. Quello che non vi ho detto è perché, ma soprattutto: chi è lui, visto che la maggior parte di coloro a cui lo nomino cade dalle nuvole. Allora facciamo un po’ di storia (che ci piace tanto).

Serj Tankian nasce a Beirut nell’agosto del ‘67 da famiglia armena, rifugiatasi in Libano a seguito della persecuzione del popolo armeno da parte della Turchia. Se vi interessa l’argomento, ma non siete proprio amanti della lettura di testi storici, potete sempre vedervi La masseria delle allodole, film italiano del 2007 dei fratelli Taviani, che parla appunto del genocidio armeno.

La famiglia si trasferisce successivamente negli Stati Uniti dove Serj cresce e, frequentando la scuola armena, conosce quelli che saranno i suoi futuri compagni di band: i System of a Down.

Con loro comporrà alcuni dei brani migliori della storia recente del metal  (anche se c’è chi li definisce alternative rock. Mah, io tutte ’ste etichette non le capirò mai). I System hanno infatti una sonorità particolare, dettata da momenti di chitarra elettrica frenetica, intervallati da altri in cui la voce calda di Serj vi culla come dei bambini. Poi ci sono i duetti di Serj e Daron Malakian (chitarrista della band), voce accogliente e sensuale il primo, voce stridula il secondo, classico caso di opposti che si compensano.

Nel 2007 Serj decide di provare la carriera solista, per cui la band si prende una pausa ed esce l’album Elect the dead.  E qui Serj dà il meglio di sé. La sua voce è cambiata nel tempo, è diventata più matura e, a me personalmente, manda in visibilio.

Il motivo per cui lo annovero fra i miei eroi però non ha a che fare con le sue abilità artistiche, ma con la sua lotta contro l’ingiustizia, contro chi cerca di mettere sempre tutto a tacere perché, se non se ne parla, allora il problema non esiste. Hitler, parlando dell’invasione della Polonia, ha detto: “[...] l’obiettivo della nostra guerra non è quello di guadagnare delle linee, ma di distruggere fisicamente il nemico. Perciò ho dato l’ordine di mandare a morte senza pietà, né compassione tutti gli uomini, le donne ed i bambini di origine polacca. Dopo tutto, chi parla oggi del genocidio degli armeni?”  Già, chi ne parla più? Beh, Serj lo fa! Continua a perpetuare la memoria dei suoi cari parlando al mondo del genocidio armeno e per questo ha fondato, insieme  a Tom Morello, l’organizzazione Axis of justice.

Ad aprile sono stata al suo concerto live ed ho capito che quest’uomo è un leader. Un trascinatore di masse. Non solo perché ha il carisma tipico dei frontmen delle band, ma perché è in grado di trasmettere l’amore per le persone e la giustizia, la forza d’animo, la grinta, anche solo con la sua presenza.

Serj, inoltre, ha scritto  una raccolta di poesie, anche se non sono certo per cuori teneri. Molte parlano di carnalità. Una, molto bella, si intitola Misunderstood rose e, se ci cliccate sopra, la potrete sentire declamare direttamente dalla suadente voce di Serj. 

Un abbraccio a tutti

Erika

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