
Stazione dei treni di Venezia (Fotografia di Alessandra)

Stazione dei treni di Venezia (Fotografia di Alessandra)
Di recente ho letto che il cioccolato crea dipendenza, esattamente come una droga. Beh, sapete che vi dico? Che sono una drogata! Tengo sempre una scorta di cioccolato, rigorosamente fondente, nella mia dispensa: cioccolato del Brasile, dell’Ecuador, della Repubblica Dominicana, di ogni posto nel quale cresce la pianta.
Da quando, poi, mia cugina a natale mi ha regalato Il sexy club del cioccolato di Carole Matthews, la mia passione per il cioccolato è cresciuta ancora di più.
“Dimenticate i diamanti: il cioccolato è il miglior amico delle donne!”
Questa frase, tratta dal libro della Matthews, potrebbe benissimo esserne il sottotitolo.
La storia parla di un gruppo di quattro amiche e delle loro vicissitudini amorose. Quando una di loro ha un problema manda un sms alle altre con su scritto “Emergenza cioccolato” e le altre accorrono all’istante nel ritrovo della banda, una cioccolateria nel pieno centro di Londra. E lì ragazzi vi passa sotto gli occhi dell’immaginazione ogni ben di Dio cioccolataio. Queste signore assaporano ogni tipo di cioccolato, proveniente dai luoghi più disparati, mescolato con qualsiasi spezia o frutta o altro, sotto ogni forma, cioccolatino, cioccolata calda, creme, ecc.
Qualche settimana fa qualcuno mi ha regalato dei cioccolatini, di quelli di alta pasticceria. Mi sono sorpresa ad assaggiarli come se fossi una delle ragazze del club. Il mio preferito è quello con la fava di Tonga. Tanto per chiarire ai maliziosi che stanno leggendo, non vi è alcun riferimento di tipo sessuale, anche se a qualcuno ho sentito dire che mangiare cioccolato è come un orgasmo. Esagerati!
Comunque, questo cioccolatino ragazzi aveva un gusto morbido con qualcosa di fruttato, che riportava alla memoria sensazioni estive, non so nemmeno come spiegare. Perché, sapete, il bello del cioccolato è che una volta sciolto in bocca comincia ad emanare anche un profumo che vi sale su per le narici e vi arriva dritto al cervello. Ed ogni tipo di cioccolato ha un sapore ed un odore diverso e richiama alla vostra memoria sensazioni o ricordi diversi.
Il fatto è che oggi noi tendiamo a tenere sopiti i nostri sensi, soprattutto quelli considerati ”minori” come l’olfatto ed il gusto. Forse ci insegnano a farlo perché questi sensi sono quelli che più direttamente si ricollegano alla parte di noi che ha a che fare con l’animalità, il nostro istinto (non a caso per conoscere il mondo un bambino piccolo si porta alla bocca gli oggetti). Per la convivenza “civile” è necessario mettere a tacere istinti e pulsioni. E mi dispiace per chi si fa fregare da queste imposizioni, perché non sanno cosa si perdono.
Quindi, per chi volesse riscoprire i sensi messi a tacere, consiglio il libro della Matthews. La trama è abbastanza leggera e piacevole ma la cosa veramente interessante sono le scorpacciate di cioccolato.
Per chi invece volesse riscoprire il senso dell’olfatto c’è sempre il grande classico di Patrick Süskind Il Profumo, storia di un ragazzino che nasce nella Francia del ‘700 e che da subito manifesta delle doti olfattive straordinarie, che lo porteranno a diventare un mastro profumiere, con un segreto però… che lascio scoprire a voi.
Buon appagamento dei sensi a tutti.
Erika